Che cos'è il Rei-ki

Il Rei-ki è un'antica disciplina di origine orientale avente come obiettivo l'armonizzazione del corpo, del cuore e della mente con la dimensione spirituale.

Attraverso successive attivazioni energetiche si acquisisce "l'Arte della Guarigione", ossia la capacità di canalizzare l'Energia Vitale ed entrare in sintonia con il Divenire Universale. 

Il principale intento di Rei-ki è quello di incoraggiare e aiutare le persone a condurre una vita armoniosa e consapevole, attraverso la pratica di Rei-ki e dei suoi Principi che prescrivono amore e rispetto verso se stessi, i genitori, gli insegnanti,le istituzioni, gli altri esseri umani, ogni creatura vivente e ogni manifestazione della Natura.

Il Rei-ki non ha scopi ideologici e politici, non si pone in contrasto con alcun tipo di confessione religiosa né pretende di sostituirsi alla medicina occidentale o alla terapia medico-sanitaria. All'interno di opportune strutture sanitarie o private e sotto la responsabilità e il controllo di personale medico, il Rei-ki può essere utilizzato come coadiuvante nella terapia, ma non è questo il suo scopo o il suo principale intento. Secondo la visione spirituale e olistica, la guarigione dalla malattia è solo la conseguenza di un mutato atteggiamento nei confronti di se stessi e della vita; il termine "guarigione", ove utilizzato, va inteso dunque come sinonimo di Felicità, Compimento, Illuminazione.

  Il Rei-Ki

Il Rei-ki è di tutti e per tutti. 

Il Rei-ki di Usui

Mikao Usui nasce a Tanjai, in Giappone, nel 1865, in un piccolo villaggio nella prefettura di Gifu. Nel 1914, Usui è un monaco laico, dopo essere stato un monaco viandante. La leggenda vuole che Usui, alla ricerca di un metodo di guarigione, si imbattesse in un antico rotolo contenente dei sutra, scritti 2.500 anni prima. Gli insegnamenti contenuti nel rotolo descrivevano la guarigione tramite l'imposizione delle mani e la trasmissione di energia. Si recò sul monte Kurama per un ritiro spirituale. Sul monte, mise davanti a sé 21 sassolini, uno per ogni giorno di meditazione e digiuno. Dopo il ventunesimo giorno, ebbe una visione e percepì dentro di sé la presenza di un'Energia Universale da poter trasmettere agli altri. Nel 1922, a Harajuku, Aoyama, Tokyo, Mikao Usui inaugurò una clinica in cui condurre delle sessioni di guarigione, tenendo dei seminari per l'apprendimento dei vari livelli in cui aveva suddiviso didatticamente il metodo Reiki. Nel 1922, diede vita all'Organizzazione del Metodo Reiki di Usui chiamato Usui Reiki Ryoho Gakkai, di cui fu anche il primo presidente. Nel corso della sua vita trasmise i suoi insegnamenti ad oltre duemila persone e iniziò 17 Maestri. Per quanto riguarda la diffusione del Reiki in occidente, occorre risalire all'incontro di Mikao Usui con Chujiro Hayashi, ufficiale di Marina in congedo, che avvenne, sempre secondo la tradizione, in uno dei mercati in cui Usui vagava con una lanterna in mano alla ricerca di uomini interessati alla verità. Hawayo Takata conobbe poi Hayashi alle Hawaii nel 1936 e qualche anno più tardi divenne Maestra. Fu proprio lei a portare il Reiki in occidente, quando si trasferì in California. Hawayo Takata morì nel 1980, lasciando 22 Maestri di Reiki, molti dei quali americani. Mentre si trovava a Fukuyama, invece, Mikao Usui si ammalò (ebbe il suo terzo ictus) e, il 9 marzo del 1926, morì ad appena 61 anni.


Aforismi

"Non vale niente avere la libertà se essa non include la libertà di commettere errori"
(Mahatma Gandhi)

"Occhio per occhio rende il mondo cieco"
(Mahatma Gandhi)

"E’ meglio essere violenti, se c’è violenza nei nostri cuori,
piuttosto che mettersi sotto il manto della non violenza per coprire la propria debolezza"
(Mahatma Gandhi)

 

"Il debole non può mai perdonare. Il perdono è un attributo dei forti"
(Mahatma Gandhi)


"E’ assurdo dividere le persone in buoni e cattivi. Le persone sono sia deliziose che noiose"
(Oscar Wilde) 

"Esperienza è il nome che ognuno di noi dà ai propri errori "
(Oscar Wilde)

"Se odi una persona, tu odi qualcosa in lui che è parte di te stesso. Quello che non è parte di noi stessi non ci disturba"
(Hermann Hesse)

"Parla piano, parla sottovoce, e non parlare troppo"
(John Wayne

"Se puoi risolvere i tuoi problemi, allora perché preoccuparsi? Se non puoi risolverli, allora a che serve preoccuparsi ?"
(Shantideva)